lunedì 26 dicembre 2011

Casa Desolata

Il colore dell'alba
da confondere con un tramonto
se non hai un orologio
Di tutto questo, tenerne conto.
Le ore.
Scuro scuro
blue
e rosa
come te, giuro.

Da osservare dietro la finestra di un cesso chiuso a chiave
da osservare e pensare
'E adesso cosa, che c'è, cosa può essere? Una cartuccia scarica o una pallottola?
Un fuoco di paglia o uno sparo?'

Sono stanca all'alba, all'alba non vinco niente.
Si sa, ieri non ho dormito per andare incontro alla Stanchezza, la quale, lo sapevo già, mi aspettava dietro l'angolo, esattamente dietro l'angolo.
La mia Signora Stanchezza ha un nome e un indirizzo dove andare a cercarla.
Dublino, 16 giugno 1904
Se si ha consapevolezza in fin dei conti...
In fin dei conti che cosa?!
Ma non è possibile finirla qui.
Shag che mi direbbe? Mi direbbe:
"You to play"


Anche se sei stanca, non è colpa mia se quella put***a di Eva ha mangiato la mela!

vic
Buon Natale per ieri

mercoledì 14 dicembre 2011

CHERRIES' ORCHARD

IL GIARDINO DEI CILIEGI - ATTO III

TROFIMOV: Che oggi abbiano venduto la proprietà o che non l'abbiano venduta non è la stessa cosa? Era già liquidata da un pezzo, non si poteva tornare indietro, le erbacce avevano invaso il sentiero. Calmatevi, mia cara. Non bisogna ingannare sé stessi, almeno una volta nella vita bisogna guardare la verità diritto negli occhi.
LJUBOV' ANDREEVNA: Quale verità? Voi riuscite a vedere dove stiano la verità e la menzogna, io sono come accecata, non vedo più nulla. Voi risolvete prontamente tutti i problemi più importanti, ma ditemi, caro, non è forse perchè siete giovane che non avete ancora fatto in tempo ad affrontare realmente le sofferenze della vita? Voi guardate avanti con coraggio, ma non è forse perché non vi aspettate nulla di spaventoso, visto che la vita non si è ancora mostrata ai vostri giovani occhi? Voi siete più coraggioso, più onesto, più profondo di noi, ma riflettete, siate generoso almeno un pochino, risparmiatemi. Io qui sono nata, qui hanno vissuto mio padre e mia madre, mio nonno, io amo questa casa, senza il giardino dei ciliegi non ha senso la mia vita, e se è proprio indispensabile venderlo, allora vendano anche me assieme a lui...
Mio figlio è annegato qui...Abbiate pietà di me, voi siete così buono, così bravo.
TROFIMOV: Avete tutta la mia comprensione, di tutto cuore.
LJUBOV' ANDREEVNA: Ma bisogna dirlo in altro modo, non così... Ho un peso sul cuore oggi, non potete capire. Tutto questo rumore, l'anima mi trema ad ogni suono, sono tutta un brivido, ma non posso ritirarmi in camera mia, da sola, in silenzio, ho paura. Non giudicatemi, Petja...Vi voglio bene come a un figlio. Vi darrei volentieri la mia Anja, ve lo giuro, ma, tesoro, bisogna che studiate, che finiate l'università. Voi non fate niente, vi fate gettare di qua e di là dal destino, che strano...Non ho ragione forse? Sì? E dovete fare qualcosa a quella barba, che cresca in modo più regolare...Siete ridicolo!
TROFIMOV:  Non mi interessa essere bello.
LJUBOV'ANDREEVNA: Viene da Parigi il telegramma. Ne ricevo uno al giorno. Uno ieri, oggi un altro. Quell'uomo terribile è di nuovo ammalato, è di nuovo nei guai...Chiede perdono, mi supplica di tornare, e dovrei tornarci davvero a Parigi, stare con lui. Avete il viso scuro, Petja, ma che posso fare, caro, che cosa devo fare, è ammalato, solo, infelice, chi si prenderà cura di lui, chi gli impedirà di fare sciocchezze, chi gli darà le medicine al momento opportuno? E perché dovrei nasconderlo o tacere, io lo amo, questo è chiaro. Lo amo, lo amo...E' questa la pietra che ho al collo e che mi porta sul fondo, ma io amo questa pietra e non riesco a vivere senza di lei. Non pensare male, Petja, non ditemi nulla, non parlate...
TROFIMOV: Scusatemi la sincerità, per amore del cielo, ma quest'uomo vi ha rovinata!
LJUBOV' ANDREEVNA: No, no, no, non bisogna parlare così...
TROFIMOV: E' un mascalzone, siete la sola a non saperlo! E' un meschino imbroglione, una nullità...
LJUBOV' ANDREEVNA: Avete ventisei o ventisette anni ma ragionate come un liceale delle prime classi!
TROFIMOV: E se anche fosse!
LJUBOV'ANDREEVNA: Bisogna essere uomini alla vostra età, bisogna capire chi ama. E bisogna a propria volta amare, innamorarsi! Sì, sì! Non è purezza la vostra, siete soltanto un moralista, uno sciocco ridicolo, un mostro...
TROFIMOV: Ma cosa dice costei!

LJUBOV'ANDREEVNA: "Sono al di sopra dell'amore!" Non siete al di sopra dell'amore, semplicemente, come dice il nostro Firs, siete un buono a nulla. Alla vostra età non avere un'amante!....

ARE WE THE HOLLOW MEN?


Abbiamo fatto un patto amico mio.
"Ci siamo conosciuti tra la folla
ci siamo uniti, ci lasceremo.
Fu il nostro amarci senza gioia,
senza dolore sarà il distacco."
Mi sembra giusto rispettare le proprie specificità.
Mi sembra giusto.
Saremo soli.
Come?
No, me l'avevi promesso tu.
credo che tu me l'abbia promesso
me l'abbia promessa
la Terra Desolata
Agognata,
no!
Se rimani, finirei col dirti
"Io vi odio!"
come fece la principessa Mary.
Siamo troppo astuti per odiarci.
Lasciami la Terra da cui la Primavera è fuggita,
arida, arida,arida.
Bisogna fare abbastanza esperienza per raggiungere
un livello di aridità tale da renderci rigogliosi.
Ora abbandoniamoci al nostro
d i s t a c c o
senza
dolore.
La segretaria torna a casa dal lavoro
nel suo monolocale
addobbato a Natale
di lei, il poeta lascia il suo sussurro.
VIC

venerdì 9 dicembre 2011

Se non mi sveli subito i tuoi lineamenti celestiali, io ti strapperò la tua perfida maschera!

"A noi due".
Ma, appunto, lui e Andrée erano due solo al letto, solo in quella camera azzurra che con una sorta di sfrenatezza - per usare le parole del giornalista - impregnavano del loro odore.
Non erano mai stati due in nessun altro posto, se non quando avevano fatto l'amore la prima volta, fra l'erba alta e le ortiche al margine del bosco di Sarelle.
"Se lei non l'amava, come spiega...".



Che cosa intendevano per "amare"? Il professor Bigot - lui che intendeva restare su un piano scientifico - avrebbe saputo dare una definizione di quella parola? Avrebbe potuto dire in che modo sua figlia, che si era sposata da poco, amava il marito?
E il piccolo giudice Diem, con la sua aureola di capelli scarmigliati? La moglie gli aveva appena dato il primo figlio, e di certo gli capitava - come a tutti i giovani padri, e come era capitato anche a Tony - di doversi alzare la notte per dargli il biberon. Come l'amava, lui, sua moglie?
Per rispondere, bisognava poter raccontare momenti che non si raccontano, momenti come quelli che Tony aveva vissuto alle Sables.
George Simenon
La camera azzurra

Dicano pure, a noi che importa?
Sotto la maschera tutte le condizioni sono uguali!
La maschera non ha né anima, né titoli;
c'è il corpo:
e se la maschera cela i lineamenti
toglie arditamente la maschera ai sentimenti.

martedì 6 dicembre 2011

E' il capitalismo il problema (?)

Ho messo questo titolo, quello qua sopra, ma non ha nessuna connessione con quello che mi appresto a scrivere. L'ho messo perché ho sentito il telegiornale, sempre le solite cose brutte, parole come Monti, aumento della benzina, aumento, aumento, Monti, più soldi, servono più soldi, soldi, soldi. Ha quasi cominciato a farmi diventare triste, ricordate quando le persone erano serene nelle loro atmosfere rurali, avevano i piedi scalzi e suonavano la lira? Se ne fregavano della benzina questi tizi che riempivano i miei libri di letteratura greca del liceo. Chi ci cava un fico secco da tutto ciò.

Un titolo bisogna pur sempre metterlo.

Del resto quello che mi è piaciuto non è né Monti né la sua manovra, è l'articolo di Baricco su Repubblica di domenica scorsa, articolo che per vicissitudini varie sono riuscita a leggere solo questa sera con ampio ritardo.
Non sono un' abitué dei quotidiani, ma ho deciso che la domenica mattina bisogna alzarsi dal letto, fare una passeggiatina fuori casa fino a raggiungere l'edicola e comprare Repubblica.
Da qualche tempo a questa parte c'è Baricco che vi fornirà una lista dei cinquanta libri che in questi ultimi dieci anni hanno maggiormente soddisfatto il suo piacere di lettore. Il fatto è che moltissime persone odiano Baricco, io subito dopo aver letto i grandi "classici" come Oceano Mare e Castelli di rabbia ne sono rimasta totalmente affascinata, atturbinata direi. Sono una persona facilmente impressionabile. A parecchio tempo di distanza non so se considerarlo uno scrittore veramente bravo o uno che semplicemente sa  farti schioccare una scintilla per un momento, ma parte di quell'antico fascino gioca ancora un ruolo nella mia immaginazione e per questo ho deciso di sbirciare nel suo scaffale per vedere cosa ha deciso di riporvi.
La domenica mattina.
Quest'ultimo mi è piaciuto, il libro veramente in questione non lo so perché per la verità chi si è mai sognato di leggerlo (si tratta di American Dust, Richard Brautigan, per la cronaca), ma ho apprezzato quello che il nostra tanto criticato Baricco ha scritto a riguardo.
Sarà perché la felicità va e viene come è giusto che sia. in questi giorni Sembra Sempre Solo andarSene StriSCiando da Serpente viSCido qual è.
L'inizio e la fine soprattutto mi sono piaciuti.
L'inizio che dice: Romanzi del genere li riesci a scrivere solo se hai visto il fondo della sconfitta, o se sei già morto: non sei capace di quell'intensità mite, di quella convalescente economia di parole se sei ancora vivo, o vincente. Per urlare così sottovoce devi essere finito. Allora ti aspetta una dolcezza che in compenso, è infinita. American Dust Brautigan lo scrisse nel 1982, un bel pò dopo essere finito nel dimenticatoio e due anni prima di spararsi un colpo con un fucile calibro 44.
E poi la fine, certamente: [...] L'altra cosa è che American Dust fa molto ridere, ma veramente molto e in un modo che solo chi legge libri conosce: ridi dentro. Da fuori credo che non si veda proprio niente. Ma dentro ridi moltissimo. Se ci pensate è una cosa che esiste solo nella lettura. Voglio dire, quando si è in mezzo alla gente è il contrario: ridi fuori anche quando non è proprio che ti stai divertendo, lo fai per gentilezza, o anche solo per rispettare un codice. Non è che vai a una cena e poi passi il tempo a ridere dentro. Ma quando leggi un libro lo fai, se chi scrive è bravo. Deve essere abbastanza spiritoso per farti ridere dentro ma poi sapersi fermare un attimo prima di farti sbottare a ridere fuori. E' una tecnica. Credo che l'abbia inventata Dickens, Salinger l'ha portata a vette sublimi (..bla bla bla..) Mi sono perso un pò: volevo dire che è un libro scritto con una leggerezza magnifica, e una tristezza che non è triste mai.
Capito George?! I libri, quelli con le palle, fanno ridere dentro! Ti fanno compagnia e ti fanno ridere dentro! Non è una cosa semplicemente magnifica, soprattutto se la Felicità fa un pò quella che se ne va senza avvertire del suo ritorno?! E' magnifico, vecchio George, mio polveroso corrispondente.
C'è un pò di "Barricchismo" in tutto questo, si capisce, ma chi se ne importa, sempre a dare giudizi.
Aspetto domenica prossima.

Vic e Baricc (soprattutto)

lunedì 5 dicembre 2011

fakeTIDUE

me, my milky teas and the way in which you call me Monique even if it's not my real name!
I love






vic

mercoledì 30 novembre 2011

PRELUDIO I

C'è sempre bisogno di qualcuno che aiuti a non andare alla deriva. Si dice così e così sia.
Quale consolazione può essere avere i tuoi amici scrittori. Quelli bravi, si capisce, quelli che insieme ai cani ti allungano la vita, non come quel Fabio ormai citato ovunque a cui Sterne avrebbe tirato pesanti sedie di ferro in testa. No.
Interessante, malleabile, eppur impalpabile senso di estraneità c'è nell'aria in questi giorni. Nell'aria del mio bilocale. E' inverno su-per-giù. Sì, direi inverno, le serate invernali prendono posto e si accomodano qui fuori dalla mia finestra. Sapore di bistecche che vengono cotte, nei corridoi. Sapore di Eliot nei 2x1m del mio corridoio.
Ho letto l'intervista che George Simenon rilasciò a Carvel Collins, pubblicata su The Paris Review, 1955.
Mi è venuta a questo punto una voglia spontanea di abbracciare George Simenon, il quale però è passato a miglior vita l'anno in cui io nacqui - l'anno in cui anche Beckett passò a miglior vita e Beckett in fin dei conti è un altro che si potrebbe abbracciare volentieri quando non è alle prese con essere umani sciancati rinchiusi in tolle con la segatura- e quindi, non saprei, il massimo che potrei fare è andare a visitare la sua tomba. Chissà poi dov'è questa sua tomba: in Belgio, in Svizzera?

Ciao George, sono venuta a dirti che apprezzo le tue parole, sì, apprezzo soprattutto quando parli della comunicazione, l'impossibilità di una comunicazione completa con uno dei miliardi di esseri umani che popolano il pianeta. Anche a me ogni tanto questo problema fa venire voglia di gridare, George. E a volte lo faccio, eccome, quando torno a 'casa', il fine-settimana, e guido per tutti quei chilometri, metto la musica altissima e faccio finta di gridare. George, non puoi immaginarti quanto sia bello comunicare nella nostra epoca, la globalizzazione e tutte queste storie, tu te le sei perse George, ma è bellissimo, si possono avere miliardi di amici in rete con cui condividere i tuoi pensieri e le emozioni. 
E' così indescrivibilmente splendido che sono venuta fin qui per dialogare con una tomba.
Non lo so George, perchè se scrivere è sul serio una vocazione d'infelicità e come tu dici un'artista forse non può essere davvero felice, qui funziona tutto davvero ironicamente, significherebbe che la mia gioia e il mio conforto nel leggerti sarebbero basate sulla tua infelicità e io non voglio davvero crogiolarmi e succhiare giuggiole nel tuo dolore, carissimo George. Ma sapessi che importa a te ora di queste stupidaggini, dell'infelicità, il dolore e tutto il resto, lì sotto terra dove stai adesso, ah, stammi bene vecchio G., almeno tu.
Sì ancora tu, ma non dovevo leggerti più?!

VIC

domenica 13 novembre 2011

LEAVE ME ALONE, TESTA DI GIARDINO

Dicono che per ogni storia d'amore ci sia un giorno perfetto.
Se fossi il poeta che per un attimo è riuscito a essere l'idolo di una nazione, se fossi quel poeta potrei scrivere: Ricordo l'attimo stupendo, dinanzi m'apparisti tu, come fuggevole visione, come il genio puro della bellezza...
Quel momento è stato il giorno perfetto, non si può pretendere più di tanto. Poi la perfezione dello sguardo è passata, un guizzo istantaneo che ha interrotto per sempre il pacifico trascorrere della tranquillità delle nostre vite. Non sono state più le stesse, abbiamo sinora camminato su una trave di legno che a tratti pende verso l'Inferno e a tratti pende verso il Paradiso. Al legno più in alto non ci siamo arrivati. Chissà se mai.
Dico, se fossi capace di scrivere versi non sarei Max Pezzali, no, ma potrei ricordare in modo più degno quel sacro momento. Quello e quell'altro ancora.
Sì, è stato con Annarella, la versione cantata dai La Crus. Ah, Dio. Li' non ho capito più niente, il mondo era lontano, le luci colorate e spente al punto giusto. io felice. Ero, lo ero. Dio mio! Un minuto di beatitudine, è forse poco per colmare la vita di un uomo?


VIC


lunedì 7 novembre 2011

S.O.S. RICARICA

Leggevo sulla Norton, mia ormai inseparabile amica in  folio, della vita di Jonathan Swift, gran personaggio.
Con quasi una certa riluttanza decise di scegliere la chiesa come carriera, così prese gli ordini e a quel punto scoprì le sue sorprendenti doti come scrittore satirico...ma questa è un'altra storia.
Più che altro leggevo ciò che concerne la sua visione del mondo. E' stato definito un misantropo, uno che odiava il genere umano e, di conseguenza, 'I viaggi di Gulliver' un'espressione di tale selvaggia misantropia. E in effetti lui stesso, in una lettera indirizzata a Pope, dichiarò che sì, amava i singoli individui, ma odiava "quell'animale chiamato uomo" in generale, offrendo a tale proposito una nuova definizione della specie non come animal rationale, ma semplicemente come animal rationis capax. Poi si sono messi a dire che in realtà lui amava i suoi simili, gli uomini, e l'antagonismo era solo rivolto alla visione fin troppo ottimistica che si aveva ai tempi per la quale si affermava che la natura umana è tutta essenzialmente buona. Belli e bravi. Non è possibile, la natura umana è profondamente e permanentemente soggetta al difetto e noi non possiamo farci niente finché almeno non riconosciamo le sue limitazioni morali e intellettuali. Una feroce indignazione gli aveva scombussolato il cuore. Comunque io trovo che avesse perfettamente ragione, e anche e soprattutto senza tutti i vari abbellimenti e tentativi di addolcire in qualche modo il suo pensiero che i critici gli hanno cucito addosso nel corso del tempo, immancabilmente. I critici spesso mi creano indignazione scombussolandomi il gulliver, parlano troppo. La sua indignazione era proprio verso il genere umano e, santo cielo, aveva ragione! Non aveva ragione? Guardatevi attorno e capirete quanto un'alta percentuale delle persone che vi stanno attorno soffre di una ridicola arroganza e di un ancor più ridicolo pensiero di possedere un'intima saggezza intoccabile, per non parlare del senso di superiorità che circonda ciascun ego. E quanto più i difetti sono evidenti, tanto più tali persone sentiranno il diritto di definire sé stessi esseri razionali e non esseri capaci di raziocinio, il che potrebbe in qualche modo giustificare certe evidenti falle di tutto questo sistema umano in generale. Ecco la nobile missione dell'ironia, ecco la nobile missione che Socrate aveva intrapreso. Ora, vi prego, prendete tutti questi geni, queste mani mancate alla composizione dell' Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, prendeteli e ascoltate i loro discorsi illuminati e illuminanti con tutta l'attenzione che meritano e alla fine, senza tradire emozione, tirategli un bel papagno ul naso. Saranno così altrettanto illuminati da prenderla con ironia.


VIC

giovedì 20 ottobre 2011

THE CLOSED CIRCLE

" C'erano nell'aria dei sentimenti che non scompariranno mai. Non importa quanti anni possano intervenire, quante amicizie, matrimoni e relazioni possano iniziare e finire nel frattempo. Era vero, pensò lei, fugacemente: lui proverà sempre lo stesso nei miei confronti; e io proverò sempre lo stesso per Benjamin; e Benjamin proverà sempre lo stesso per Cicely, sempre lo stesso. Venti anni trascorsi, e nel profondo, nulla è cambiato. Nulla cambia mai.


Non disse niente di tutto ciò. Semplicemente sorrise quando Doug le disse, 'You're looking faboulous, Claire' ".

Dunque è così. E' così che le cose non cesseranno mai di non cambiare. Le cose, i sentimenti. Ci portiamo dentro tutti i ricordi delle persone che sono state accanto a noi, ma ancora più profondamente, in maniera più subdola, ci portiamo dentro chi non siamo riusciti a mantenere al nostro fianco. Come una scintilla che non smetterà mai di bruciare, una leggera e quasi impercettibile tensione che si farà sentire alla bocca dello stomaco non appena il suo viso, oh, ti comparirà davanti, per metterla in stile telenovela.
Il tempo, le diverse relazioni sono giochi in cui ci cimentiamo per raggiungere lo scopo di vedere comparire in qualche angolo recondito della nostra mente l'importante sentenza "E' finita". Ma in questo gioco siamo in fondo tutti dei perdenti. Forse solo pochi fortunati riescono a sopravvivere. Ma comunque, dei soddisfatti perdenti oserei dire, soddisfatti giustificati virtuosi legittimi perdenti, perché sappiamo che è giusto che vada così.
Infatti non è che significhi poi molto -la scintilla, la tensione e tutta la loro famiglia dico-, anzi, in realtà non significano proprio nulla, è solo un mero dato di fatto.
Il gioco che ci tiene occupati non è altro che un sintomo della nostra rinnovata consapevolezza di diventare adulti, di accettare il fatto che le relazioni a volte sono solo un modo di far quadrare le cose e più si va avanti meno contemplano uno svolazzare di farfalle sempre nel suddetto abusato stomaco, piuttosto un serio e complicato impegno da parte nostra, tale da raggiungere lo scopo di vedere comparire in qualche angolo recondito della nostra mente l'importante sentenza: "Funziona".
Non penso di saper affermare con certezza qual è il confine esatto tra amarezza e giustizia che si nasconde in queste dichiarazioni, ma so che ciò è quello che puoi arrivare a capire, dopo averlo voluto tenere deliberatamente nascosto a te stessa, mentre cammini tra il traffico e gli alberi del parco ormai ingialliti della tua città, in una serena serata di ottobre.
La soluzione risiede solo in questo, smettere di nasconderselo.

VIC

domenica 2 ottobre 2011

Tentennamenti tra studi di parole nuove

Le piccole scimmiette che popolano il nostro mondo hanno bisogno di mille e più sforzi per farsi notare. Con quel colore inespressivo del manto che si portano addosso, vivono una vita fatta di urla poco armoniche, gesticolamenti sconnessi e sorridono a chi gli offre la prima banana. Le nostre piccole scimmiette.
Invece i leopardi, per esempio, sono diversi. Stanno seduti tutto il giorno nel loro angoletto a leccarsi le macchie scure quasi tonde. Si alzano solo ogni tanto, iniziano a muoversi, come intimiditi, ma non conoscono il timore. La loro andatura lasciva gli permette di lasciare che tutto il rumore lo facciano le scimmiette imbellettate. A loro bastano due passi.
E' questione di presenza


VIC

venerdì 23 settembre 2011

EXPANDING VOCABULARY


Ho passato gli ultimi giorni con l'ansia di passare questo maledetto, a-quanto-pare- importante, esame di inglese. E uno tra i principali mezzi con cui mi sono illusa di avere la possibilità di accrescere la mia conoscenza della britannica lingua è stato guardare in modo ossessivo e compulsivo puntate su puntate di "Sex & the City" (ignorando il fatto che il suddetto sia in sè per sè molto americano e per nulla britannico). Poco importava che fossero le tre di notte o le tre del pomeriggio, mi avreste trovata sempre lì, ormai più simile a uno spaventa-passeri che a una Samantha Jones qualsiasi, rannicchiata sul divano in una coperta zebrata e circondata ovunque da tazze con all'interno rimasugli di infuso di thè verde, a guardare quelle quattro bastarde che vivono in bellissimi appartamenti a New York e non in un bilocale in un indefinito punto di Milano. Stronze!
Comunque il risultato è che questa mattina ho fatto l'esame, ed ero assonnata, si capisce, e il risultato sarà pessimo, ovvero non lo passerò, ma ormai ero così involved with that Manhattan atmosphere, che nell' essay finale in cui ero tenuta a parlare della crescita del tasso di criminalità in questi ultimi anni (?), dalla penna mi è uscita spontanea questa frase: "So, I couldn't help but wonder: what is this world turning into?".
Bene, una nuova piccola Carrie Bradshaw dei poveri è nata e una nuova sessione d'esami molto probabilmente mi aspetta.
Spero almeno che Miss xxxxx che dovrà correggermi l'esame non sia una fan accanita delle quattro squinzie dell' Upper West Side.
VIc

martedì 20 settembre 2011

I CAN TELL YOU A STORY, A COMIC TRAGIC ACTING

Tram 16.

E' curioso come due persone -entrambi incapaci di recitare con una certa abilità la parte che si sono cuciti addosso per sè stessi nella mente- nell'incontrarsi, nell'amarsi, non si arrivino a conoscere affatto. Forse è solo un volontario e deliberato volere sfuggire dalle definizioni che esasperano la grazia di ogni cosa o concetto rendendolo volgare. Ma forse è anche proprio incapacità di recitare, sì. Lo dicevo che la vita sono i cinque atti con pausa sigaretta.
E' curioso perchè ognuno nell'intimo ha capito che l'altro ha di suo un intimo del tutto simile e compatibile al proprio, eppure sono ben sigillati ancora, dentro. Fuori solo casuali manifestazioni strampalate e a tratti borghesi, dico Sartre: guardaci, non sembriamo altro che un bislacco insieme di individui che hanno imbarazzo dei propri gesti e delle proprie parole. L'intimo che rimane addosso e quello che viene strappato via come nelle canzoni di quel vecchio porco di Bianconi. Non sarà mica un peccato.
Aspettiamo ancora di essere licenziati per il nostro scarso talento incapace di esprimere con adeguatezza e decoro le nostre emozioni più sincere, qualora questo sia mai possibile. Ma quando si tratta della vita, può darsi che immaginiate verso che tipo di regista bisognerebbe rivolgersi e, non lo so, a volte sembra un pò assenteista, io non so neanche ancora se credo perfettamente alla sua esistenza.

VIC

domenica 18 settembre 2011

Se il tempo non si può fermare, fallo almeno tu


A proposito di proverbi

ve ne propongo uno tutto nuovo, a mio parere abbastanza veritiero, e in ciò un pò triste in quanto testimone di quell'ancestrale illusione che l'essere umano possa in qualche modo controllare la direzione sulla quale viaggiano i propri sentimenti. Una frase volgarmente romantica che dice "Tutti i buchi portano al cuore". Dipende dai miei estrogeni valutare se ci creda o meno, credo.

A proposito, ma anche no, ho iniziato a guardare Sex and the city. Dopo anni di totale indifferenza verso Carrie Bradshaw, mi sono adeguata alla massa. E mi è venuto in mente perchè in fondo trovo piuttosto veritiero anche quello. Gli outfit di Carrie Bradshaw un pò meno.

mercoledì 14 settembre 2011

POSTCARDS FROM WHEREVER

Vive felice chi vive di proverbi. Ha sempre la sua nicchia di infallibilità.
Ma io, Penny, io non potevo sopportare questo suo continuo inciampare da una certezza all'altra. Ero a disagio. Così eravamo sullo scoglio quel giorno, c'eravamo solo io, Johnny e l'oceano Pacifico davanti a noi. Ho contato per ventidue volte il rumore delle onde che andavano a infrangersi sulle rocce, poi alla ventitreesima   gli ho detto: "Ma lo capisci," sì, gli ho proprio urlato così, "ma lo capisci, che all'uomo come la felicità è necessaria nella stessa identica porzione anche l'infelicità?!". Lui è stato perfettamente zitto, solo un leggero ondeggiare, questa volta nei suoi occhi, ma si è guardato bene dal farlo durare non più di dieci secondi.
Io gli voglio così bene Penny, io lo... ma non so dove sia finita la sua infelicità. Poi quello scoglio, era tutto un tumulto di ricordi e il vento era troppo forte quel giorno per mantenere la calma. 





All'uomo è necessaria anche quella, è così, è necessaria.

mercoledì 7 settembre 2011

CHE DISGRAZIE L'INGEGNO, VALE A DIRE CHE SPESSO E' MEGLIO ESSERE STUPIDI. SAPESSI CHE NOVITA'!




Che disgrazia l'ingegno è un'opera che mi sta molto a cuore. Mi sta a cuore anche la possibilità che un nome così poco conosciuto come quello di Griboedov, geniale commediografo che abbandonò troppo presto questo infausto mondo, possa essere rispolverato o semplicemente si insinui nelle giovani menti di queste nostre generazioni. Amen.

ATTO IV, scena XIV


[...]
CACKIJ (dopo un pò di silenzio) - Non riesco a tornare in me... scusatemi. Ascolto, ma non comprendo! Come se ancora mi si volesse spiegare ogni cosa... Mi si confondono i pensieri, non so che cosa aspetto (Con calore). Cieco! in chi ho cercato ricompensa a tutte le mie fatiche! Mi sono affrettato!... ho volato... tremato; ecco, pensavo, la felicità s'avvicina! Io mi domando per chi con tanto affetto e umiltà ho sprecato le mie tenere parole! Ma voi... oh, mio Dio!... chi vi siete scelto? Chi mi avete preferito? Perchè m'avete lusingato con la speranza? Perchè non mi avete detto sinceramente, che ve ne ridevate di tutto il nostro passato? Che in voi s'è spenta perfino la memoria di quei nostri sentimenti, di quei moti dei nostri cuori che nè la lontananza nè le distrazioni nè il viaggiare da un luogo all'altro, avevano rapito in me? Io respiravo quei ricordi, vivevo di loro, ne ero posseduto di continuo! .... se mi aveste detto che il mio improvviso arrivo, il mio aspetto, le mie parole, le mie azioni, tutto vi dispiaceva, avrei senz'altro interrotto ogni rapporto e prima di separarmi per sempre da voi non mi sarei dato tanta pena di sapere chi fosse l'uomo del vostro cuore... (Ironicamente). Farete con lui la pace, dopo matura riflessione... Perchè tormentarvi? Pensateci: potete sempre tenervelo, conservarlo nel cotone, mandarlo in giro a fare spese... Un marito-bambino, un marito-servitore, paggio della propria moglie: ecco l'alto ideale di tutti i mariti moscoviti! Basta!... Sono orgoglioso di avere rotto con voi. E voi, signor padre! voi che avete tanta passione per i gradi! Vi auguro di sonnecchiare, felice della vostra ignoranza. Non vi minaccio con domande di matrimonio! Ne troverete un altro di principi intemerati, umile e faccendiere; per dignità degno, insomma, del suo futuro suocero... E così mi sono liberato interamente delle mie ubbie amare: le illusioni sono svanite, e il velo è caduto dai miei occhi! Adesso non sarà gran male che io riversi la mia bile e il mio dispetto sulla figlia, sul padre, sullo stupido innamorato e su tutti! Che inganno! Dove mai mi aveva buttato il destino? Tutti mi danno addosso! Tutti mi maledicono!... Una folla di aguzzini, di traditori in amore, spietati nell'inimicizia, di chiaccheroni impenitenti, di sapientoni sconclusionati, di astuti senza intelligenza, di vecchie del malaugurio, di vegliardi rimbambiti su storielle e assurdità! Tutti ad una voce mi avete proclamato pazzo... Avete ragione: uscirà incolume dal fuoco, chi riesca a passare con voi tutto un giorno, a respirare la vostra stessa aria conservando intatta la ragione!... Via da Mosca! Non vi tornerò mai più... Scappo senza voltarmi indietro, cercherò in tutto il mondo dove sia un cantuccio pel sentimento offeso! La carrozza, la carrozza.

martedì 6 settembre 2011

A me piace cantare Fausto Leali sotto la doccia



A me non piace il crime. Io non ho un i-phone. So usare un pochino Photoshop, ma comunque non possiedo un Mac. A dirla tutta il mio pc è vecchio, lento.
Cosa ci faccio io in quest’epoca?! Mi sento inadeguata.
Poi mi lamento abbastanza di stare in Italia? E la voglia di emigrare?! No, certo che no, mi devo impegnare di più, solo che sono pigra, Gesù, così pigra. Non ci faccio niente o quasi io qui. Con le scimmie mi dovevano mandare, ecco dove! In un falansterio, ecco dove!
Ascolto la musica. Perdo troppo tempo, cosa faccio qui, adesso? Hic et nunc, horror vacui, parole a caso degli insegnanti di un liceo Volta.
Mi hanno parlato di post-modernismo diverse volte, ma io non ho ancora capito cosa cazzo vuol dire.

Sei la luce più blu al limitar del tunnel. Ti avevo bisogno bianca o, che so, arancione, un bel colore caldo e confortante, confortevole.
Parlami ogni tanto perdio.
Ma che poi il diavolo ti porti, non mi importa.

Ciò che vorrei è essere Molcalin. Molcalin e non Cackij, lo dico davvero. Neanche uno facesse apposta, lo giuro sull’onore delle schiene distrutte di tutte quelle ragazze che fanno foto alla moda; lo giuro sull’onore di tutti quei secoli passati lasciando inalterate le fondamentali lamentele. Quanto tempo e le lamentele sono sempre identiche a sé stesse, sempre la solita solfa! Come quel buon vecchio amico delle nuove generazioni che diceva Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza. Anzi, peggio, si è persino parlato di scimmie.

Il crime in prima serata non lo guardo mai, non mi piace, sono anche un po’ miope.

VIC

lunedì 5 settembre 2011

TOO MUCH OF ANYTHING IS NOT GOOD FOR YOU, BABY



Diciamo che non si tratta proprio di ballare canzoni di Frank Sinatra al chiaro di luna. Che poi io mi accontenterei anche di Barry White. Barry White è perfetto, no?!
Però no. 
Si parlava piuttosto del fatto che Tolstoj a un certo punto della sua vita decide di scrivere La sonata a Kreutzer, vi confesserò che non ho neanche finito di leggerlo perchè, diciamocelo, dopo un pò diventa noioso sino al fastidio. Del resto è una lunga tirata sulle malvagità che possono subentrare in seguito al matrimonio, aggiungendo quanto il sesso sia in fin dei conti un atto riprovevole, persino disgustoso e perverso. 
Però poi ci sono i boschi. Ah - forse per poco-  ma quanti splendidi boschi ancora abbelliscono la terra! Ci infondono ancora quel senso di Bello, un umore grandioso. Ebbene, alla fine Barry White è stato zitto come una tomba, ma Tolstoj non è comunque stato molto persuasivo.


VIC

Un cuore debole

Metti insieme una serie variegata di drammi suddivisi in atti ed ecco creata un'esistenza. Si arriva sempre al quinto e alla parola Fine scritta in caratteri corsivi un pò più grandi.
Impariamo dai grandi maestri che hanno voluto esorcizzare la paura di tornare alla prosaica quotidianità facendone arte. E' uno strumento di propaganda politica, è un mezzo eversivo, è il ritratto di una società. Sì, è la paura di quella parola fine. Credetemi. Dopo il quinto atto si esce fuori a fumarsi una sigaretta e Dio solo sa quando si rientra in teatro. Adesso piove, l'estate è stata calda per un attimo, ma adesso piove, ho visto scritta la parola fine e mi rendo conto che quello che ho è un mucchio di libri intorno alla scrivania che aspettano la fine dell'intervallo. Parole scritte in bella calligrafia e un cervello che riserva uno spazio troppo grande al concetto dell'orgoglio. Ma cos'è questa cosa? La tragedia di certe commedie è solo quella di essere etichettate come commedie, di dover essere delle commedie. Ma il dramma resta sempre lo stesso. Ma comunque diceva -sapete- il mio scrittore preferito, diceva che saremo sicuramente poveri, ma felici. Questa non è un'illusione; la nostra felicità non è stampata nei libri, ma ci sarà nella realtà. Dimmi, provi anche tu la stessa sensazione? Se le circostanze ti creano un gelo nell'anima che scambi per intelligenza, non c'è altro da fare amico mio, sorridi, sorridete tutti balordi!
VIC

sabato 3 settembre 2011

TI DICO DELLE COSE TERRIBILI QUANDO TI ADDORMENTI.



IT'S A HOLLIWOOD SUMMER.
YOU'D NEVER BELIEVE THE SHITTY THOUGHTS I THINK!
MEET OUR FRIENDS OUT FOR DINNER
WHEN I SAID WHAT I SAID, I DIDN'T MEAN ANYTHING.


WE BELONG IN A MOVIE
TRY TO HOLD IT TOGETHER 'TIL OUR FRIENDS ARE GONE
WE SHOULD SWIM IN A FOUNTAIN
DO NOT WANT TO DISAPPOINT ANYONE.


I'M A CONFIDENT LIAR
HAD MY HEAD IN THE OVEN,
SO YOU'D KNOW WHERE I'LL BE
I'LL TRY TO BE MORE ROMANTIC
I WANNA BELIEVE IN EVERYTHING YOU BELIEVE

R U STILL IN2 IT?

Avere le varie cose che ti riempiono la vita suddivise nel cervello per rigide categorie non fa bene. I confini delle definizioni non possono esistere. Pensare per schemi pre-costituiti non va bene, si capisce, duole a chi ti sta intorno e deve ascoltarti ragionare così. Gesù! Non so come accade che ci siano delle persone libere e indipendenti e altre che hanno mancato qualche passaggio e sono intrappolate lì in quelle celle metafisiche. Modus vivendi o modus geneticae? Via, andiamo a lavare con il sapone i panni nell'Arno e la bocca con il Listerine Total Care. Sull'Arno, lì dove Gabriele navigava, era possibile che le rive si unissero e le contraddizioni convivessero. Sulle pràtora di San Rossore.




LIVE IN A CITY, BE FREE, BE RICH, BE SEXY. CON LE AMICHE A BRINDARE A NOTTI FELICI PIENE DI DRUM'N'BASS E FENICI.

lunedì 29 agosto 2011

Ma il tempo emigra, mi hanno messo in mezzo




Now most of the time we'd too much to drink
We'd laugh at the stars and we'd share everything
Too young to notice and too dumb to care
Love was a story that couldn't compare.

venerdì 26 agosto 2011

Torture e sozzure


- Adesso io sono ancora un uomo, ho cinquantacinqu'anni in tutto, ma io voglio per altri vent'anni restar sulla breccia, e quando sarò invecchiato, allora diventerò ributtante, e non verranno più, le donne, a trovarmi di buona voglia: quello sarà il momento che i quattrinelli mi verranno buoni. Ed ecco perchè adesso vado raggranellando sempre più, sempre più, per me e per nessun altro, egregio figlio mio Aleksej Fedorovic...mettetevelo bene in testa, giacchè io nel lordume voglio viverci dentro fino all'ultimo, mettetevelo ben in mente! Nel lordume c'è più gusto: tutti lo diffamano, ma tutti ci vivono dentro; soltanto che tutti lo fan di soppiatto, e invece io a viso aperto. E appunto per questa mia franchezza tutti i lordoni mi si sono avventati contro. In quanto al tuo paradiso, Aleksej Fedorovic, io non voglio andarci, mettitelo ben in mente: eppoi già per un uomo perbene andare in paradiso non è neanche una cosa decorosa; ammesso pure che lassù ci sia. A parer mio, quando ti sei addormentato, non ti svegli più, e non c'è altro: fatemi dire le messe se vi pare, e se poi non vi pare, il diavolo vi porti! Ecco la mia filosofia. Iersera, qui, Ivan parlava bene, per quanto fossimo tutti ubriachi. Ivan è un fanfarone, e non è mica vero che abbia quella grande erudizione...non ha neppure nessuna speciale finezza di maniere: tace, e ti ridacchia sul viso in silenzio: ecco tutto quello ch'è buono a fare.

I FRATELLI KARAMAZOV E IL DETTO CHE HOMO HOMINI LUPUS e lupus lupi homo

domenica 31 luglio 2011

Corso intensivo



Mi chiamo M.
Fu però una sera durante un viaggio sulla 94 in direzione Cadorna che ridendo con un'amica dopo qualche birra nacque il soprannome Vic. Al tempo il fatto aveva anche un suo senso, ma giuro che ora non riesco a ricordarlo. Comunque Vic, fai anche Vicky.
Tra pochi giorni parto per Barcellona con un'altra amica che non si chiama Cristina, ma il suo nome inizia sempre con la C, quindi in fin dei conti un "Vicky, C., Barcellona" più o meno c'è. Lei è mora e io bionda, anche questo aiuta. Non ci sarà però Woody Allen a suggerirci le battute, poco importa, con le parole me la cavo abbastanza bene anche da sola. Con le parole in spagnolo forse un pò meno, ma è proprio per questo che mi sono comprata un corso intensivo di spagnolo a nove euro e novanta che promette in 240 min. di insegnarti i segreti della lingua. Si capisce che non imparerò niente, però incontrare Javier Bardem non mi dispiacerebbe.
"Già, io che provavo tanto piacere a Roma a sedermi in riva al Tevere, a Barcellona, la sera, a scendere e riscendere cento volte i Ramblas" già, sono qui viva, in questa diafana luce mattutina mentre una negra canta. Non è quella di Some of these days you'll miss me honey, è quella di It costs me a lot, but there's one thing that I've got. It's my man, come cantava lei la parola "amore" non la cantava nessuno. Ma comunque non importa, era solo per dire che sono molto contenta di partire. Per andare alla ricerca, certamente, di ciò che non voglio. Cadeau.
Vic

martedì 26 luglio 2011

Stavi diventando blu anche tu


Ora voglio parlarti dei "vermi", di quelli ai quali Dio ha donato la voluttà:
E voluttà diede anche al dio verme!
Ecco, fratello, io sono proprio uno di quei vermi e proprio per me furono dette quelle parole. Tutti noi Karamazov siamo così; anche in te, che sei un angelo, vive questo verme e scatena tempeste nel tuo sangue.
Tempeste, sì, perchè la lussuria è una tempesta, è peggio di una tempesta! La bellezza è una cosa tremenda e paurosa. Paurosa perchè indefinibile, e definirla non si può perchè Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due sponde si raggiungono, qui tutte le contraddizioni convivono. Io, fratello, sono molto ignorante, ma ho pensato molto a queste cose. Troppi sono i misteri! Troppi enigmi sulla terra opprimono l'uomo! Scioglili, se puoi, e rema asciutto alla riva. La bellezza! Io non posso sopportare che un uomo, magari di cuore elevatissimo e di alto intelletto, cominci con l'ideale della Madonna e finisca con quello di Sodoma. Ma più terribile ancora è il caso di chi, avendo già nel suo cuore l'ideale di Sodoma, non rinnega tuttavia l'ideale della Madonna, e il suo cuore arde per questo ideale, arde sinceramente come negli anni innocenti della giovinezza. No, immenso, troppo immenso è l'animo umano: io lo restringerei. Chi lo sa con precisione che cos'è? Ci si raccapezza il diavolo, ecco! Quello che alla mente appare una vergogna per il cuore, invece, è tutta una bellezza. E' forse Sodoma la bellezza? Credimi, è proprio in Sodoma che essa consiste per l'enorme maggioranza degli uomini; lo conoscevi questo segreto o no? E' orribile il fatto che la bellezza sia non soltanto una cosa tremenda, ma anche misteriosa. Qui il diavolo lotta con Dio, e campo di battaglia è il cuore degli uomini. Già, la lingua batte dove il dente duole...
I FRATELLI KARAMAZOV
LIBRO III, I LUSSURIOSI
III, LA CONFESSIONE DI UN CUORE ARDENTE

giovedì 14 luglio 2011

CALDO. 1901.


In estate, si sa, fa caldo ed è difficile ricominciare. Bisognerebbe almeno riprovarci da Settembre.
In estate, si sa, fa caldo e Fiumani diceva che era coraggioso persino far l'amore dietro quelle persiane chiuse. Ma da giovedì prossimo avrò un condizionatore anche a Milano finalmente.
Comunque quest'estate a me va già fondamentalmente bene così com'è. Non fosse altro che questo weekend mi sfonderò da oggi a Domenica con litri di alcool tra mille feste su montagne e laghi, in più ho saggiato la potenza della Natura ferma per strada chiusa dentro una macchina sballottata da una tempesta di quelle che si vedono nei filmati di Piero Angela "Ricordati quel che ti dico: quest'uragano non passerà senza che succeda qualcosa. Te lo dico perchè lo so. O qualcuno commetterà un assassinio o una casa brucierà: vedrai; guarda tu stesso che colore straordinario!". E a proposito di certe esperienze, ho letto per la prima volta in vita mia la lettera che Dostoevskij scrisse al fratello subito dopo aver saputo che gli era stata condonata la pena di morte e ho pianto perchè era molto bella, l'ho letta una seconda volta e ho pianto di nuovo perchè l'ho trovata veramente bella e poi, niente, alla terza ho smesso. In più ho vissuto un'esperienza simile a quella di San Paolo sulla via di Damasco, solo che il cristianesimo centra poco e non ero su un cavallo, bensì su un treno afosissimo di Trenitalia coi sedili che pungono la pelle. In più ho abbracciato con sincero affetto Matt Berninger, tutto sudato, mentre in uno dei suoi ordinari momenti di schizofrenia live si è gettato tra la gente a cantare e mi è passato accanto, nel più bel concerto che si è visto in Italia quest'anno, che poi non mi piace fare di queste uscite, però questa volta è vero quindi lo dico. Per non parlare del legame con la terra che sto sviluppando in questi giorni spinta da non so quale anelito di 'contadinaggine', magari sono solo le influenze letterarie, 'lo sa il diavolo', però è appagante e poi il diabolico piano che prima di arrivare alla menopausa ho l'obbligo morale -oltre che di finire Guerra e Pace accantonato sullo stesso punto ormai da anni a causa del francese- di andare almeno una volta nella vita al Glastonbury Festival e fare almeno una volta nella vita la Transiberiana, amen (magari imparare un pò anche il francese). E altre cosucce carine, un paio di occhi che ti tolgono il fiato per un attimo.

"Guarda un pò che predica ci ha fatto! C'è proprio da stare a sentire, non c'è che dire! Bisogna proprio pensare ch'è vicina la fine del mondo, dal momento che sono apparsi simili maestri. Se un uomo d'età ragiona in questo modo, che si può pretendere dai giovani?"

VIC

C'è troppa indiscriminazione in questa città sapete.


IN DUE PAROLE: LO SPASSO
MI SPASSO NEL VEDERE LE PERSONE A SPASSO.

Spud se l'era cavata bene. Un vero massacro.
C'è da lasciarlo fare, Spud


Postcards from Jàsnaja Poljàna

Sì, era sempre la stessa cosa. Tutti, sua madre, suo fratello, tutti reputavano necessario immischiarsi nei suoi affari di cuore.
Questa ingerenza suscitava in lui un sentimento di rabbia, un sentimento che provava di rado. "Che gliene importa? Perchè ognuno ritiene doveroso preoccuparsi di me? E perchè mi stanno dietro? Perchè vedono che questa è una cosa che loro non possono capire. Se fosse la solita volgare relazione mondana, mi lascerebbero in pace. Ma loro sentono che è qualcosa d'altro, che non è un giochetto, che questa donna mi è più cara della vita.
E ciò è per loro incomprensibile, e perciò irritante. Qualunque sia e sarà il nostro destino, l'abbiamo fatto noi, e noi non ce ne lamentiamo, " diceva, associando se stesso ad Anna nella parola noi. "No, tutti vogliono insegnarci come dobbiamo vivere. Non hanno neppure idea di che cosa sia la felicità, non sanno che senza quest'amore per noi non c'è felicità, nè infelicità: non c'è la vita," pensava.
Si adirava contro tutti per quell'ingerenza proprio perchè sentiva dentro l'anima, che loro, questi tutti, avevano ragione.
Anna Karenina
Parte Seconda, cap XXI

Leggere Dostoevskij ti danna l'anima, leggere Tolstoj a volte è un palliativo. Quando hai abbandonato in dispersi cassetti della memoria certi gesti elusivi e certe vibrazioni di un cuore che pensavi ormai marcescente, leggere qualche pagine dell'autore tra i più snob di tutti i russi è una sorsata di vita e come una chiacchierata su qualcosa che in qualche modo ti suona familiare. Dopo la conversione è tutta un'altra storia. Anche le pagine sul suicidio sono tutta un'altra storia: discernimento.



venerdì 8 luglio 2011

Padri e figli


STEREOTIPO DI DIALOGO TRA MADRE E FIGLIA

"Hai un carattere impossibile, e irascibile. Te ne rendi conto almeno?"
" Sei già fortunata che non mordo le orecchie dei funzionari statali."

Non dire di conoscere una persona quando non è vero.
VIC

domenica 3 luglio 2011

Io credo in Stavrogin


Potrei ammazzarmi di studio, ma non sembra importarmene molto. Fare delle foto per passare il tempo. Potrei, potrei, potrei. Vedere cosa mi è rimasto registrato nel cellulare dopo che la pazienza mi è corsa via. Mai intenzione peggiore dell'essere sul punto di. Potrei giocare a pallacorda con gli organi cardiaci. Non faccio apposta a fare liste, mi viene naturale, non faccio neanche apposta a essere pigra, per esempio. La natura e le sue leggi spietate. Potrei guardare il mio organo tornare sgualcito e più inutile che mai. Bum-bum. Tutto ciò è peggio del futurismo, peggio dell'assenza di grammatica, ma meglio di altre cose. Da questo dicono sia derivata l'arte. E la cacciata dall'Eden, da lì è derivato tutto quello che sta sull'altra faccia della moneta, si capisce. Sono debole. Sono Raskol'nikov. Ho il cellulare pieno di registrazioni sconclusionate, sì, cuscini sgualciti anche loro. + qualcos'altro. Manca tutto, cazzo, manca tutto, lo capite?. Ho detto delle cose meravigliose in passato. Ho detto delle cose meravigliose e io so cosa vuol dire l'ingratitudine.

A Sunday smile, I wore it for a while.
VIC

Cernycevskij, Lenin


Che fare? Voglio veramente andare via.
Stanchezza impoтente, prepotente che mi rende impotente.
Voglio andare via
via
via
via
via via via con l'iva.
La trinità dell'apocalisse: Stavrogin, Verchovenskij e Kirillov
VIC

venerdì 1 luglio 2011

LIBRI CHE TI VIOLENTANO II

... Ma ecco, proprio in questa fredda, disgustosa semidisperazione e semifede, in questo consapevole quarantennale sotterramento di se stesso, ancora vivo, nel sottosuolo a causa dei suoi tormenti, in questa situazione senza via d'uscita volutamente creata, eppure rimessa continuamente in dubbio, in tutto questo veleno di desideri insoddisfatti che gli è entrato dentro, in tutta questa esitazione febbrile fra decisioni irrevocabili e pentimenti improvvisi, si racchiude il succo di quella strana ebbrezza di cui parlavo. E' così sottile, elude a volte la coscienza, che a malapena le persone limitate o anche, semplicemente, le persone coi nervi d'acciaio saprebbero coglierne anche solo una sfumatura.

Memorie del Sottosuolo, III



LIBRI CHE TI VIOLENTANO

Ammettiamo, signori, che l'uomo non sia stupido.
Ma se anche non è stupido è però mostruosamente ingrato. Un fenomeno di ingratitudine.
Io credo perfino che la migliore definizione dell'uomo sia la seguente: l'essere a due zampe è ingrato.
Ma non è tutto: non è questo il suo fondamentale difetto; il suo fondamentalissimo difetto è la perenne rozzezza: perenne a partire dal Giudizio Universale fino al periodo Schleswig-Holsteiniano dei destini umani.
Rozzezza dei costumi e dunque anche rozzezza della mente; infatti è noto da molto tempo che la rozzezza della mente non dipende che dalla rozzezza dei comportamenti.
Memorie del Sottosuolo, VIII




martedì 28 giugno 2011

Mentire è il più grande piacere che una ragazza si possa prendere senza togliersi i vestiti. Ma nuda è anche meglio.


Lo sguardo triste e solo a tratti confusamente speranzoso di chi è innamorato. Sfacciatamente speranzoso. Scherzosamente speranzoso. Perdutamente speranzoso. Non c'è più modo di prendere sul serio niente. Vada per lo 'scherzosamente'. Poi ci sono le note dentro una stanza scherzosamente piena di inutili cose. Blues è ciò che ci vuole al momento. Il blues. Ci puoi fare l'amore con certe canzoni. "Fai cantare il mio corpo". Il blues, una preghiera che ho sussurrato con tutta la discrezione e la disperazione di cui ero capace. Dio in sciopero. "Odio il futuro, ci sono mille potenziali bellissime opzioni di felicità adesso, adesso capisci. Non troverai quello che cerchi in qualcosa che ancora non esiste." Una violazione, una profanazione vivente, dalla punta del naso alla punta dei piedi. Il blues. Billie Holiday che ti fà venire i brividi a mezzanotte. Maledire il momento in cui è mezzanotte e un minuto e sei solo con degli inutili spara-sentenze. Non li capisco, non ti capisco. C'è comunque quel caldo strano e ingannevole che si adagia sulla pelle. Sono, sono una bugiarda a cui puoi dare fiducia. Viene tutto dalla mente da sè. Anche "scusa, capiscimi", anche lo sguardo. Camminando per le vie della città con le cuffie in funzione, camminare per le vie trafficate da uomini con la valigetta. "Ti ho chiamato, mi tranquillizza così tanto sentire la tua voce". Stavo pensando a te. Una ragione non c'è, questo mi spaventa ancora un pò. "Sei sfacciata". Non è roba per vecchi, è per gente decentrata, per gente che sta al gioco. A che servono le parole con quello sguardo, non è già più silenzio. "Fammi solo quella maledetta foto".
VIC


lunedì 13 giugno 2011

I am my own model phoneme and they are my allophones

It can be quite a weird metaphor, but I think I really mean it!
Well, it was looking About a boy for - I dunno- maybe the third time in short terms (not pleasure, merely studying duty) that I've come to realise how important friendship is. No man is an island, yes, I could be an island, sure, but that wouldn't make any sense. So, couples are not the future. At least, not the only possible future. And, trust me, I've been wasting my time thinking they were.. and, well, it just turned out that I am wasted on my own now and nothing else.. no couple thing at the horizon and... bugger it all! So, the only thing I need is: stop thinking about these bullshits, I just want to feel that chill down my spine again, like being on a ship, maybe Greece-directed, one hand holding a beer and the other put around my best mate's shoulder, smile on our faces and sea in front of us. This is how life is supposed to be.

lunedì 6 giugno 2011

NAT




" Tu devi capire" diss'egli "che questo non è amore. Sono già stato innamorato, ma non è la stessa cosa. Non è il mio sentimento, ma una forza esterna che si è impadronita di me. Io del resto ero partito perchè avevo concluso che questo non poteva essere, capisci, come una felicità che non c'è sulla terra, ma ho lottato con me stesso e vedo che senza questo non c'è vita..."

La sagra di 'Grazie Tiziano'


FOLCO: Quello allora è stato un grande momento per te. Quali altri ci sono stati?
TIZIANO: Ci devo pensare.
FOLCO: Con il vecchio sull'Himalaya?
TIZIANO: Sì certo, assolutamente, bravo! Perfetto, hai ragione. Sì, è stato così. E' giustissimo. Uguale. Ho sentito qualcosa di grande che mi sfiorava. Questa è una domanda...Ci devo pensare. Ci sono tante altre cose.
FOLCO: E' vero, ci sono a volte proprio quei momenti di cui sai che sono passati, che sono stati. Bello, bello. Capisco quello che tu senti davanti a questi momenti, a quella cosa che passa, che è grande, immensa. E' quello che io ho sentito davanti a ... No, non è stata la Storia per me. Sono stati alcuni strani incontri con delle persone, in fondo. A volte l'amore. E il lama tibetano che mi ha fatto quasi perdere coscienza per qualche minuto. E Madre Teresa e la Casa dei morenti a Calcutta. Questi sono stati i momenti più immensi della mia vita. Quando senti quella cosa che proprio ti emoziona e ti perdi e che d'un tratto ti fa vivere.
TIZIANO: Sì, ti fa vivere. Ed è al di là di ogni moralismo, della moralità. Sai, uno poteva dire " Ma come, hai trentacinque anni, c'hai una famiglia, hai studiato le lingue, hai due lauree, una in America e una in Italia, potresti fare l'avvocato, il deputato. Invece vai a fare il coglione al fronte a farti sparare addosso? Ma che personaggio sei?!"
Si parlano due lingue diverse. Si parla di due mondi che non si sfiorano nemmeno. E credo che hai ragione, lo capisco perfettamente, che quello che io ho sentito davanti a quella che chiamo la Storia - con la "S" maiuscola - lo si può sentire in altri modi. Forse anche un'esperienza religiosa è di questo tipo no? Una grande esperienza mistica è di questo tipo. Dinanzi a una grande esperienza mistica non c'è più niente, non c'è più la gerarchia del prete e del cardinale che ti dice: " No, non devi entrare in rapporto diretto con Dio!" Sai, tutto scompare, non conta più niente, perchè tu hai un momento di wuuuffff!

PRETEND IT'S A WORK OF ART

It's only blood
from broken
hearts
that writes the words
to every song

(CLOSER)

TEMA:

Triste a volte come solo
l'inferno è

MY FAVOURITE WORST NIGHTMARE



Just tell me it's tearing you apart
Just tell me you cannot sleep

YES, INDEED.

sabato 4 giugno 2011

Metti un oceano ( e anche un fiume) tra te e tutti quanti.


Tra il dire e il fare c'è in mezzo il mare. A meno che non arriva Mosè, allora lì è tutta un'altra storia. Però per credere a Mosè bisogna credere anche alla storia che Eva è nata dalla costola di Adamo e perciò è un pò una sottomessa e Darwin, che cavolo di ciarlatano inutile!
Quindi non saprei, meglio attenersi al detto proverbiale, un pò come mia madre che adesso è disperata perchè è sicura che pioverà non-ricordo-bene-quando e allora poi pioverà per tutta l'estate, è certo, bhè sì insomma tutta questione di proverbi anche qui.
Io invece sono in questione di caffeina, sono una maledetta, se continuo a berla per niente mi ricovero da sola in un centro di assistenza. Fare moke di continuo mi carica di ottimismo per un attimo brevissimo nei confronti dello studio, ma poi quando passa quel fugacissimo inebriamento non ho fatto in tempo neanche a sedermi alla scrivania che già torno a lamentarmi dell'insussistenza della mia voglia di studiare. Peu importe! Il fatto è che bisogna imparare a vivere, questo è importante, e il giusto viatico è leggere buoni libri e fare buoni viaggi in treno ed essere ottimisti ogni tanto, senza esagerare con la frequenza.
Se ti dedichi con compassione, con amore, con tanto culo-sulla-seggiola a qualsiasi soggetto, arrivi a capire il mondo
Culo sulla seggiola! Allora può essere anche giusto che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, un anno di piattissimo mare, di "Aspetta, che sto cercando di capire" e poi via, another step on the psycho path.
In Lost in translation Scarlett Johansson soffriva anche lei di insonnia e io sono più persa che mai con le traduzioni, letteralmente parlando.
Chiusa: Jesus and Mary Chain - Just like honey