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domenica 13 novembre 2011

LEAVE ME ALONE, TESTA DI GIARDINO

Dicono che per ogni storia d'amore ci sia un giorno perfetto.
Se fossi il poeta che per un attimo è riuscito a essere l'idolo di una nazione, se fossi quel poeta potrei scrivere: Ricordo l'attimo stupendo, dinanzi m'apparisti tu, come fuggevole visione, come il genio puro della bellezza...
Quel momento è stato il giorno perfetto, non si può pretendere più di tanto. Poi la perfezione dello sguardo è passata, un guizzo istantaneo che ha interrotto per sempre il pacifico trascorrere della tranquillità delle nostre vite. Non sono state più le stesse, abbiamo sinora camminato su una trave di legno che a tratti pende verso l'Inferno e a tratti pende verso il Paradiso. Al legno più in alto non ci siamo arrivati. Chissà se mai.
Dico, se fossi capace di scrivere versi non sarei Max Pezzali, no, ma potrei ricordare in modo più degno quel sacro momento. Quello e quell'altro ancora.
Sì, è stato con Annarella, la versione cantata dai La Crus. Ah, Dio. Li' non ho capito più niente, il mondo era lontano, le luci colorate e spente al punto giusto. io felice. Ero, lo ero. Dio mio! Un minuto di beatitudine, è forse poco per colmare la vita di un uomo?


VIC


mercoledì 8 dicembre 2010

Who will in fairest book of Nature show


E dire che non le importava neanche poi più di tanto di quello che pensava ora.
Arrossiva al ricordo di quello che poteva essere stato, ma non era quell'imbarazzo adulto appena percettibile. Era quella vampata furiosa, rosso che ti inonda il viso, tipico di un adolescente che si trova ad essere in uno stato di grande indisposizione e indigenza verso il mondo circostante.
Non le importava di certo quello che potesse pensare ora.
Poi cosa facesse, quale surrogato di ragazzina potesse portarsi a letto compiacente. Niente. La magia di un bacio tra i versi di una poesia era svanita da tempo.
Era solo un desiderio primitivo, viscerale, incontaminato e freddo come il marmo di fargli vedere quel suo piccolo mondo ora finalmente dischiuso. Di guardarlo in viso una volta per tutte. Guardarlo e dirgli: "Io non provo nulla, nulla, nulla!". Ecco, cosa voleva fare, le luci della città erano meravigliose da quelle enormi vetrate al diciassettesimo piano del Neutral Milk Hotel e lei finalmente sapeva cosa avrebbe fatto. Ovunque egli fosse e con chiunque fosse, l'avrebbe raggiunto e gli avrebbe detto: "Io non provo nulla, nulla, nulla!"

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