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martedì 19 novembre 2013

ESSERE FELICI ALLA SAMUEL BECKETT E ASCOLTARE BILL EVANS.

L'ermeneutica del sapere la persona che ti piace insieme ad un'altra.
Magari prima neanche ti piaceva, magari non così tanto, ma dopo questa scoperta diventa la tua ossessione, il tuo paradiso non corrotto ma ormai perso, il tuo gelato Haagen Dazs in una desolata serata d'inverno a casa da sola. Oh, quello che non diventa! Inafferrabile potere della gelosia. Oh, quale esperienza che ti trascende da te stessa, assolutamente consigliabile in vari stadi della vita. Cadi così in basso, così in basso che se sei fortunato e preghi il buon Dio dopo qualche pianto trovi anche nuove vie di uscita, nuove vie di espressione. Sperimenti. In russo terrore e passione hanno la stessa radice, ma non so se è venuto prima il terrore o prima la passione, chiedete a qualche Aristotele, almeno avrò qualcosa con cui passare il suo tempo.
Vorrei disperatamente dei soldi. I soldi sono manna dal cielo, se hai soldi non vivi sotto lo stesso giogo di chi non li ha. Questa è l'unico assioma veramente valido da un po' di tempo a questa parte. Dunque vorrei dei soldi e qualche scintilla di genio per ben sperperarli e prima di tutto per guadagnarli. Dopo averli guadagnati, senz'altro me ne andrei. Pensandoci ora, senz'altro me ne andrei. Per esempio a Berlino insieme a Franco. Si sta bene là, d'inverno, d'estate, sempre. Così si spezza per un momento quella routine a forma di corda attorno al collo di commiserazione, di repressione, di insoddisfazione, mettiamoci un po' di tutto, di pensare a GGG da Gerusalemme. Ecco un altro pilastro portante del mio collasso emotivo. Non è che si può rammendare il proprio cuore troppe volte di fila a distanza di pochi mesi, giusto?! Prima un coglione, poi un altro, schmuck dopo schmuck, rischi di finire come Luigi Tenco e non va bene, poi chi li fa i compiti di traduzione russa al posto mio? Bhè sì, insomma, a saperlo fare bisogna sapere reagire adeguatamente a certe news. La persona che ti piace insieme a un'altra. Una pollastrella di sangue nordico risiedente nella stessa città in via dell' abbiamo-spuntoni-in-testa, colei che ha preferito a quella cosa vagamente in carne e ossa con anche un'essenza sfuggente che sono solita, sono soliti dire ME, e - queste sono mie supposizioni, ma molto presumibilmente vere - da quando è tornato a casa lassù e l'ha rivista non vuole neanche più tenersi in contatto con ME, mi ha tagliato completamente fuori dalla sua vita, straccio logoro da buttare via, straccio logoro che con le ultime sue forze pulitrici gli aveva dedicato quella bellissima canzone di Lou Reed, Berlin, che dice "I'm gonna miss you babe when you're gone". Mi manca sì, e mi aveva detto prima di salire sul treno forse già con l'idea di abbandonarmi per sempre, chi lo sa, fammi sapere assolutamente quando andrai a Berlino...allora, sai, ho pensato che una canzone che si chiama Berlin, che dice I'm gonna miss you babe when you're gone era un'idea carina, un'idea tenera. Ma che cazzo penso? Io non devo pensare alle idee carine e tenere, devo smettere di fare questo, anche questo, al massimo devo pensare che il mio amante ha un'altra, il mio caro ex amante, devo razionalizzare, se razionalizzo lo odio, non lo amo più, non lo voglio più...che resta allora? Che resta di Firenze? Ponte Vecchio, sotto le stelle, ponte traditore. Franco, meglio che anche noi due cambiamo meta.
Grazie grazie schmuck.
Happy days, another one.
Forse dovrei smetterla di lamentarmi e fare-
qualcuno altro da sessionare sotto le coperte magari
togliamo i forse e i magari.

Mi dispiace un po' perché non conosco purtroppo, al momento, nessun altro che ami ascoltare Bill Evans durante le sessioni di terapia.

VIC

domenica 27 ottobre 2013

ESPERIENZE-NON ESPERIENZE DI VITA.

Detesto i privati di capacità decisionale. Distinguetevi da una roccia o un pezzo di biancheria steso al sole. Voglio un vagare, sì un vagare, ma dissimile da quello di Dante, al diavolo l'espiazione, proprio al diavolo, quinto canto. Ero piena di aspettative per ieri sera e quella prima ancora e ancora n, ero piena di aspettative in generale, ma le aspettative sono delle puttane, lo sapete no?! Tanto vale essere in grado di trovare la felicità nel ridipingere bottigliette di vetro di succhi di mirtillo usate, ridipingerle di bianco e farne un pezzo di arredamento, questo è il nostro giorno perfetto, d'autunno, in un garage. A febbraio vado a Berlino a respirarne l'atmosfera, pensare a Berlino mi fa pensare a Low di David Bowie e Perfect Day di Lou Reed e il comunismo quando c'era, Lou Reed quando c'era ancora. E' morto, ma non capisco del tutto se è una cazzata inventata dagli Internet users o se è vero. In ogni caso, Perfect Day è una bellissima canzone, dimentichi che è scontata e ricordi che è bellissima.
E' stato un giorno perfetto e sono contenta di averlo speso con te.
Sono stati cinque giorni in fondo perfetti e sono contenta di averli spesi con te.
Devo andare a Berlino, devo partorire il mio bambino.
Proprio un giorno perfetto, non ho più bisogno di 'ti chiedo scusa'. Mi fai continuare, mi fai andare avanti, mi fai continuare, mi riempi di materiale. Mi fai scappare da me, mi fai sentire qualcun altro, mi trasformi in arte.
Questo centra relativamente poco con quanto succede o è mai successo, questo in realtà centra con tutto e con nessuno, è un classico, come Carmelo Bene, come bere il Valpolicella: dio Solitudine io mi prostro ai tuoi piedi, tu sei sempre con me e invece che combatterti con scarsi risultati, inizierò a cercare di convivere con te!
Mi trasformi in arte, e io vado a smettere di cercare. Mi dis-fò, come Carmelo Bene.
Smettere, smettere sempre. Smettere durerà finché dureranno le istanze aziendali nella nostra società consumistica industriale pluralista.
Berlino!