domenica 22 maggio 2011

Tempi moderni di Charlie


FOLCO: Quante ne sono successe in quegli anni!
TIZIANO: Era un interessante momento storico. Noi eravamo a New York nel '68. Parigi infuocava, c'era la rivoluzione per le strade, Cohn-Bendit, scontri fra studenti e polizia tutti i giorni. Lo slogan era "La fantasia al potere!" Sai, per un giovane questa era una grande ispirazione. E' quello che oggi manca. Ho una certa compassione, una certa commiserazione per i giovani che non hanno niente in cui credere, che non hanno un ideale per il quale impegnarsi, tanto che si rivolgono al calcio, alla moda, al motociclismo, allo sport. Ora, tu puoi immaginare che l'anima di un giovane, le speranze di un giovane debbano essere legate all'amore per una squadra di calcio? C'è qualcosa che non torna. Pensa invece che allora c'erano quelli legati dall'amore per Che Guevara! Poi puoi giudicare se il Che fosse un politico giusto o sbagliato, ma c'era qualcosa di grande in lui.
FOLCO: Per il suo impegno sociale?
TIZIANO: E perchè cercava la giustizia. Dovunque guardavi vedevi che il mondo era ingiusto, ingiusto. Allora l'idea che qualcuno lottasse contro queste ingiustizie era affascinante.
da LA FINE E' IL MIO INIZIO

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