mercoledì 5 giugno 2013

ARAGOSTE

Jeezuz, sapete, a volte ti manca così tanto una persona che ti verrebbe voglia di chiamarla anche nel mezzo della notte con voce spaventata e farla venire di corsa solo per farle uccidere con la scopa un ragno gigantesco che non vuole uscire dal tuo bagno.
Non ho grandi certezze nella vita a parte che che Annie Hall rimarrà il mio film preferito di sempre, è perfetto per me, perfetto.
Non c'è rimedio al sentirsi miserabili, o forse sì, d'accordo, però capita di sentirsi senza rimedi no, capitano certi momenti no?! E quella è la parte peggiore. Quella e quando ci si chiede con chi si possa cucinare aragoste divertendosi così tanto.




mercoledì 29 maggio 2013

Analismi II

Dottoreeeeeeeeeeeeee, ho dei problemi, mi vengono in mente solo le cose brutte, so buttare giù solo quelle, ma non è possibile, non è possibile! Mi hanno detto recentemente che 'La vita è bella' e mi hanno anche detto che non mi stavano mica prendendo per i fondelli! Dottore, questo a essere sincera me l'ha detto il mio ragazzo quando ci siamo lasciati per il fatto che procedevamo per inerzia, procedevamo secondo la prima legge di Newton sa, e poi dopo qualche giorno ho scoperto che stava uscendo con un'altra, cioè che, per così dire, era intervenuta una forza esterna a modificare tale nostro precedente stato, secondo lei dovrei credere che non mi stava prendendo per, mmmhh, i fondelli? Mi-di-ca-lei.
Quest'oggi non sono riuscita a parlare con anima viva, ero tutta presa dal manuale del buon giornalista che mi consigliava di avere A) un'astuzia da roditore; B) modi accettabili nel trattare con gli altri; C) un po' di abilità letteraria, se non altro ho chiamato mio padre e mia madre per fare a loro tanti auguri di buon anniversario, non sono mica da buttare via 37 anni di sacro matrimonio, poi mi vengono a dire che l'amore non esiste! A essere di nuovo sincera, questo me l'ha sempre detto il mio ex ragazzo mentre parlavo con lui del fatto che adesso vede un'altra, ma non mi sono mica adirata, oh no, ho mantenuto modi accettabilisìmi, il signor Randall sarebbe stato più che fiero di me. Del resto, non è mica così che funziona, la saggezza popolare che dice chiusa una porta si apre un portone?! Vorrei assoldare un plotone io, signor dottore. Da piccola, in una recita dell'asilo che narrava della nascita di Gesù, il mio ruolo era quello della porta, dovevo fare la porta dell'osteria alla quale Maria, incinta e affaticata, bussa per chiedere asilo, ma no! non c'è posto per il suo pancione miracolosamente gravido. Credo di avere il complesso di essere una porta.
Ma torniamo alla mia giornata. A un certo punto ero così stufa marcia delle discussioni sull'importanza che un giornalista non debba temere i numeri, le statistiche, sapere che cosa siano le distribuzioni e le deviazioni standard che ho commesso l'errore di accendere il tubo catodico. C'era Dottor House in onda e il telecomando già l'avevo lasciato distante, stavo lì a guardare quel coglione fumandomi una sigaretta dopo l'altra, il malessere era tale che a un certo punto mi si sono strette le budella e ho maledetto le alghe che ho mangiato ieri sera al giapponese 'Senso', ottimo posto. Che amarezza dottore, non sapevo far altro che continuare a guardare Dottor House e controllare minuziosamente l'ultima volta che il mio ex ragazzo si era collegato a uatsappo e stabilire se per caso nel frattempo, chissà mai, stava intrattenendosi con la sua nuova fiamma luccicantisìma, il portone per intendersi. Mi è persino venuto in mente di aprire il cassetto e tirare fuori, oh no, questo non glielo posso dire, sarà che la creatività richiede coraggio, ma questo non glielo dico, oggi non glielo dico, ferma nelle mie intenzioni. 18:04, bene, tutto chiaro nella mia testa: "Amo', sto arrivando!", amo'??! Ma cosa dici? Ma come parli?! Tutti impazziti.
Oh Gesù, ho mangiato così tanti carboidrati a cena...
Stasera volevo guardare 'La vita è meravigliosa' di Frank Capra, stiamo parlando di uno tra i 100 film più belli di sempre del Times? New York Times? qualcosa del genere.
Lei cosa ne pensa?

Poi, se mi succede ogni tanto qualcosa di piacevole, per favore me lo dica, me lo ricordi di annotarmelo, nuotare per esempio accanto a ippocampi marini dal sapore preistorico e pesci dai colori iridescenti, me lo ricordi!


Analismi

Adesso mi segua avanti, mi segua, sono più sveglia che mai, ho preso più thè verde che mai, per mantenermi in forma dopo tutte quelle sigarette, antiossidanti, ecco cosa ci serve!
Dottore, mi segue?
Succede che ho capito mentre guidavo in macchina l'altro giorno che bisogna crederci a certe cose, a certe stronzate. Volevo appuntarmi il pensiero per renderlo più stabile, per immobilizzarlo, ma poi non ne ho avuto tempo così lo racconto a lei adesso in maniera un po' più fumosa.
Dottore, il fatto è che la domanda che voglio pormi non è Ci credo? oppure Posso crederci?, ma è Devo crederci? E la risposta è sì perdio! Devi, stupida imbecille. Devi dire di sì alla vita, come faceva quel pazzo furioso che faceva tour sù per l'Alta Engadina, come Valeria che litiga con Riccardo e gli dice che Sì! Sì, perdio, lei ha un cuore e di smetterla di insultare sua sorella che a lui non ha mai fatto niente di male.
Ora non so neanche più bene a cosa mi riferissi dottore quando ho fatto quel pensiero, c'era un oggetto specifico nella mia mente ed ora tutto è invece rientrato in una categoria più generale, ma penso vada bene lo stesso, non crede anche lei?
Nel frattempo c'è un'altro pensiero che mi frulla nel gulliver in maniera più o meno costante, non è proprio un pensiero, sono parole lette in un libro recentemente che tornano ogni due per tre a disturbare la mia memoria. Queste parole sono: "Oh cagna impulsiva! impertinente svergognata! avventuriera sprovveduta!".
Cosa pensa che significhi? Perché vede, conoscendo la situazione qual è, conoscendo tutto, lei mi viene a parlare di sogni, mi viene a parlare di Freud e della mia infanzia, ma dico! le sembro per caso una sprovveduta?! Io lo so chi è quella cagna, dottore, lo so bene, e non creda che mi lusinga farmi certe immagini in testa, ma davvero non ne posso fare a meno. Ora lei mi dica perché mai dottore non dovrebbe tornarsene da dove è venuta, mi dica dove sta la soluzione a questo guazzabuglio e non tiri in ballo né Freud né la box né questioni razziali perché di quelle non ho mai sofferto!

domenica 19 maggio 2013

Pencil sharpener

Gli stati della mente sono troppo vulnerabili per arrivare da qualche parte senza imprecare.
Le persone qui attorno forse non mi conoscono troppo bene. Queste quattro pareti sì, non ho bisogno che di un letto in una camera d'albergo, un grande grandissimo letto in una camera d'albergo e uno specchio. Queste quattro pagine, sì, mi conoscono.
Non resiste più di quattro o cinque pagine il mio stato mentale attuale ed è già altro.
Vorrei prenderti e dirti in corretto francese fluente: "Permettez-moi de souffrir! et l'appeler Destin..."
Va come deve andare?!

Il mio karma si fa eracliteo. Bon.







domenica 31 marzo 2013

kings and queens

Gigliola. Ragazza sveglia, piena d'iniziativa, come comunemente viene definita una ragazza come Gigliola, Anche lui, del resto, sveglio e pieno d'iniziativa, almeno così aveva creduto quando avevano deciso di sposarsi, anche questo dire "decidere" si dice così perché si dice, ma non è una vera e propria decisione, è un'iniziativa anche questa, l'iniziativa, appunto, di sposarsi, che vuol dire andare a letto insieme tutte le sere, aprire gli occhi insieme tutte le mattine, salutarsi con "buongiorno amore" o qualcosa del genere, ma niente biscotti Mulino Bianco, macine e altre cazzate, imbevuti nel latte schiumante, il caffè preso insieme al bar sotto casa, che tra loro, familiarmente, chiamano "il nostro baretto", insieme al metrò stazione Molino Dorino, ma con uscita a due fermate diverse, per ritrovarsi la sera, magari in centro città, toast integrale e spremuta di pompelmo, il cinema, L'ultimo dei Mohicani, appunto e per esempio, "Accoglilo, è Uncas, mio figlio", con relativo sottofondo buono a incamerarsi, o Apocalipse Now, con Cavalcata di Valchirie, eccessivamente eroica per tutti i giorni, a essere onesti, uscire con l'orrore appiccicato alla pelle che li accompagna fino alle due camere-notte con bagno, saletta e cucinotto nel comprensorio mattonellato e balconato di Molino Dorino - oppure la televisione.
I demoni
Genna, Monina, Parazzoli

Così. Succede proprio che i libri con la parola "demoni" nel titolo e/o nella cui trama si insinuano bombe da far esplodere (anche un album ci aggiungerei) mi piacciono in modo insano/perverso e inizio a pensare che nella mia vita precedente io fossi tipo una brigatista.

sabato 30 marzo 2013

GRIMES


Masturbations, masturbations,
the withered leaves of our sensations.

Mi manchi T. S.

Masturbations, puritan masturbations.
Masturbations, oggi avevo bisogno di te, ma tu sei troppo   solipsistico.
Oggi avevo bisogno di te in una nuova atmosfera che non ci faccia calcificare anche arterie reni e tessuti.
Ma come sempre avevi altro e di meglio da fare, canti e conti da far tornare.
MY LIFE JOURNAL con copertina rigida.
Sogni di California su uno skate con la mia mora migliore amica mi passano per la mente, sole, sole, palme, cuffie nelle orecchie e pelle abbronzata. Non ha niente a che vedere con il marzo ostile fuori dalla finestra. Ma con determinazione e impegno si avvera tutto, anche i sogni della California, anche volare giù da una finestra giocando a chi per primo si arresta, secondo me, se mi impegno, si può fare.
Ho la testa così piena che sarebbe meglio iniziare a girare il mondo, che il mondo in testa ho.
Lascerei così fluire liberamente come magma primordiale tanto cose calcificate, social networks alla vitamina D e ormone paratiroideo. rincorrerei anche io mia madre, nella tenebra passata presente e futura del fiume Congo.
Sai, madre, sono andata là fino al punto che non intravedo niente di veramente valido per l'esistenza che non sia inscritto nella dimensione dell'arte e della scrittura. Sai, madre mia, non mi sfugge nessuna suggestione, il potenziale di farla diventare visione, mi perdonerai per questi schizzi.
La mia Africa.

Amore piangi, perché mi sto allontanando.
Ma come fan presto, amooore, ad appassir le rose.

martedì 26 febbraio 2013

RILESCIONS

A parte la forza e il coraggio, c'è la questione della rigidità. L'irrigidimento, vi dirò, non funziona, sgancia terribili colpi all'epigastro e non fa mai salire su quell'astro. Il y a un Pierrot. Sono diventata una specie di tronco di acero canadese che non lo smuovi neanche ci fosse una ciurmaglia di castori pronti a rosicchiare. Lì tutto dritto e impettito.
Questo non è amore e non può far nascere amore, non lasciarsi andare davanti alla persona che si predica di volere così tanto.

Che si rimanga pure aceri canadesi altrove nell'esistenza, ma di fronte alla persona in questione è meglio essere piuttosto dei salici piangenti, non per il "piangente", ma per la flessuosità e sinuosità e flexibility dei suoi rami, si capisce. Si capisce qualcosa in più ogni giorno, si diventa un po' più salice ogni giorno.
Ma poi soprattutto bisogna mantenere il contatto terr-se stessi, che, in ogni caso e in qualsiasi condizione plantifera uno si trovi, vagare troppo in orbita sul pianeta dell'amore può lasciare molto scottati, e, una volta scottati, viene il piglio di volersi buttare nel fiume come Ofelia per trovare refrigerio e da salice diventi acqua, passaggio solitamente facilitato anche da una prossimità geografica, scagliato nel grande cerchio della vita, cibo per pesci, e non era questo che volevi, essere scagliato nel grande cerchio della vita, non l'hai  mai chiesto a nessuno. THAT IS NOT WHAT I MEANT AT ALL, THAT IS NOT IT AT ALL!!!

Ci sono queste due cose fondamentalmente da tenere presente, insieme al BEWARE THE EXPECTATIONS, si capisce. Il problema, e non delle relazioni, ma dell'esistenza tout court, è che si prosegue per la selva oscura accompagnati dal Virgilio delle aspettative, in ogni girone e in ogni cielo in cui si ritrovi ci sono le rispettive aspettative per cui se vengono rispettate = gioia, in caso contrario = dolore. Quindi ritornando alle nostre aspettative relazionali, il fatto di non scegliere una data che sigilli l'inizio di un amore, la quale, chissà, in futuro si potrà ricordare con amarezza ed essere correlativo oggettivo del nostro sdegno - perché è più romantico essere particolarmente segnati dal dolore, che so, il 22 luglio, piuttosto che un periodo indefinito qualunque -; il fatto che ogni volta bisogna mettere la tua fantasia creatrice a dura prova per trovare nuove perifrasi per indicare a persone terze la natura di quello che in un universo parallelo chiameremmo con la consueta, sì forse un po' banale e arbitraria, ma certo in fondo comoda, etichetta "il mio ragazzo" del tipo "Sì, lui è una persona che frequento con regolarità da un po' di tempo, tipo due anni, ma, sai, non si sente ancora pronto per una relazione seria, allora cioè, non posso proprio dire che stiamo insieme, anche se passiamo regolarmente del tempo insieme, però non siamo davvero fidanzati, facciamo sesso, ma non la metterei proprio solo su quel piano, c'è il cuore anche, per dirla così, bah', anche se a volte non so, comunque ci frequentiamo, stiamo insieme ma non stiamo insieme"; il fatto che dalla sua bocca non escano mai parole che assomiglino alle altrettanto consuete etichette "tesoro, amore, cara, cucciolotta mia, babbuina del mio cuore" e correlati né oralmente né tanto meno per iscritto sono tutti fatti, estrapolati dal grande calderone, che non si accordano alle aspettative legate alla categoria: storia d'amore.
E questo per dire che le aspettative sono pericolose in una vita che dovrebbe essere legata al principio dell'invenzione, dell'essere proteiforme più di quanto lo sia l'arte che poi in fondo tanto libera non è.
E questo per dire, più di tutto, in una citazione colta, che come ci ha insegnato 500 Days of Summer, spesso non ci sono "storie d'amore", ma storie sull' amore e, comunque vadano, il bene rimane, catturato dentro quelle irrinunciabili sensazioni che se fossero state almeno vagamente palpabili uno le avrebbe rinchiuse dentro una bella scatoletta di cartone con dei fiori disegnati sopra da aprire in momenti di vergognosa tristezza.

Poi, a dir la verità, questo tipo di positività alla "think pink" nella mia esperienza personale, se va bene, dura  circa 2 o 3 giorni, poi ritorno a svegliarmi al mattino con un coretto che mi ronza in testa e che fa più o meno così:




domenica 24 febbraio 2013

Una vita che finisce nella carta. Approfondire.

take the time, take the time take the time to make the time
a light so dim.

una luce così debole.


ennui.



Può convivere una ragionata sterilità, ragionata nel senso che ci si è ragionati sopra e a furia di ragionarci si è diventati sterili senza più neanche pensarci, CON un profondissimo sentire?
Mi sembra di essere arrivata alla stessa situazione di Daisy Buchanan e, per così dire, io ritorni a qualsiasi cucchiaino da caffè che possa arricchirmi di un brivido. Chissà, lo leggeranno, ne faranno questioni amletiche, diranno le sue influenze giovanili sono state queste e quest'altre, lì si rintracciano delle derivazioni sememiche dal sèma tale, e la tesi, quella su Eliot.
Devo ragionare sul fatto che l'arte può davvero riuscire in qualche modo a riempire dei vuoti e portare gli spazi ammorbati dall'ennui all'antico splendore, mettendo a posto, buttando quel che non serve, lucidando e comprando un microonde nuovo.



The city sunset over me. Night and day, night and day I dream of making love, love to you baby.

domenica 20 gennaio 2013

homage a james j.

Vi sono persone innamorate, ma non esiste l'amore. Vi è soltanto l'atteggiamento individualmente mutevole  che le singole persone assumono nelle loro vite. Nelle loro opere d'arte di vita schifida ma bella che si ritrovano. Forte.
A furia di leggere Irvine Welsh inizierò a farmi di eroina. Scherzo, ma dai?! Ho la moralità ben piantata peggio delle radici di un acero canadese secolare. Forte anche questo.
Sono piena di discorsi con me stessa e con un paio di altre persone con cui mi è possibile ancora farli, dicono che certe case editrici magari...mah, una vita basata sulla viscion di film e reviscion of buks. Se ho un problema che è proprio volgare ma non è uno di quei tipo di problemi che si risolvono come si risolvono quelli delle elementari che se hai cinque caramelle e due te le ruba il tuo compagno di banco quante te ne rimangono e a quanto ammonta la tua amarezza, bhè quanto ammonta la tua amarezza sì, li scrivo nel mio taccuino degli E VA BHE' e ci pongo una pietra sopra come Pietro aveva fatto con la Chiesa occidentale, che Dio l'abbia in gloria.
Parliamo di cose belle, parliamo del tuo uomo. No dai sul serio non diciamo cazzate, torniamo a Dublino, riprendiamo Berlino, è vero, è verisìmo, un'idea fissa può essere la canzone di Guccini che mi sballonzola in testa "Vedi caRa, è difficile spiegaRe, è difficile paRlare dei fantasmiii di una mentee", ma l'amore non è mica un'idea fissa, tra soci vengono fuori certe chiarezze, come mettere lum+ allo schermo del computer. 
E VA BHE'. Si può essere anche coglioni innamorati, non essere paghi e innamorati pur tuttavia.

ma cos'è che ti agita?? io non è che sono agitata, a me sta solo sul culo la solitudine e il fatto che però la maggior parte delle persone che ho intorno mi stanno sul culo