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venerdì 1 luglio 2011

LIBRI CHE TI VIOLENTANO

Ammettiamo, signori, che l'uomo non sia stupido.
Ma se anche non è stupido è però mostruosamente ingrato. Un fenomeno di ingratitudine.
Io credo perfino che la migliore definizione dell'uomo sia la seguente: l'essere a due zampe è ingrato.
Ma non è tutto: non è questo il suo fondamentale difetto; il suo fondamentalissimo difetto è la perenne rozzezza: perenne a partire dal Giudizio Universale fino al periodo Schleswig-Holsteiniano dei destini umani.
Rozzezza dei costumi e dunque anche rozzezza della mente; infatti è noto da molto tempo che la rozzezza della mente non dipende che dalla rozzezza dei comportamenti.
Memorie del Sottosuolo, VIII




sabato 14 agosto 2010

Volpone


Il nuovo motto, trend, must, cose-da-portare-in-valigia dell'estate 2010 è scomprendersi.

Proprio così. Certo non verrò a dirvi cosa significa, perchè, certo, non è implicata la comprensione. Ciò che davvero conta è divagare, disquisire squisitamente e senza indugio, con apparente padronanza di linguaggio, su ogni cosa futile e di cui non vi importa poi niente che vi passa per la testa e, ogni tanto, per rendere il gioco degno del suo scopo, inserire qualche frasettina, qualche parolina, dal dubbio, anzi no, dai duplici, triplici, n-plici significanti reconditi che uno poi sta lì ore a pensarci, ad analizzare quasi fosse un dettato oracolare dato da una pizia delfica in trance e infine, niente, la conclusione a cui uno spesso approda è quella di dire "In fondo mi ama". L'uomo è un animale sociale, simbolico, dategli tutte le definizioni che volete, ma soprattutto rincitrullito, illuso fino alla Nausea. E poi, ecco, cala il silenzio, che certamente è la forma più alta e divina di scomprensione che l'uomo possa mai raggiungere sulla terra. Silenzio.

Non ti penso spesso, sappilo. E quando lo faccio, lo faccio come se pensassi a una gabbianella un tempo candida che è rimasta incastrata in un mare di catrame e adesso muove le sue deboli alette nello sforzo onnipotente di cercare di liberarsi e, sempre nei miei pensieri casuali, non so se riuscirà a liberarsi, non lo so davvero.

Oggi c'è il sole. E' estate e c'è il sole, un'arsura tale che ora mi spingerà a uscire per andare a cercare la mia gabbianella e cercare di aiutarla.

Niente di quello che ho detto, che dico, è vero.
m.